Verdanagate. IKEA e l’uso del Verdana

da | 13 Settembre 2009 | Grafica e pubblicità

Molti nel settore della grafica hanno seguito il dibattito sul “Verdanagate” di IKEA, cioè sul passaggio dall’utilizzo del carattere Futura proprietario, l’IKEA Sans, al carattere Verdana, in tutti gli ambiti aziendali: dai cataloghi a tutta la segnaletica, ai cartelli informativi, ecc.

La notizia si è diffusa velocemente in tutto il mondo e ne ha parlato anche la rivista Time, fino ad arrivare ad una paradossale petizione online per tornare al passato (petizione che ha raccolto circa 3.000 firme).

La prima critica dei professionisti è che il Verdana è stata progettato (da Matthew Carter per Microsoft) per essere utilizzato sullo schermo e su piccole dimensioni, ma fondamentalmente la critica più grossa arrivata dal settore della comunicazione, forse è dovuta a un’avversione innata verso un carattere semplice e popolare, utilizzato su Windows, come il Verdana. Quindi non tanto per il suo design, ma per quello che rappresenta.

Certo il Verdana sembra strano e fuori posto in un catalogo e sulle insegne dei negozi, ma nella pratica non appare così inverosimile e in alcuni casi riesce persino a sembrare stranamente all’avanguardia.

È stato detto che la scelta si è incentrata sulla maggiore semplicità nell’utilizzo del Verdana rispetto al carattere precedente. Il Verdana è presente su tutti i computer e può essere usato dai dipendenti in modo immediato, può essere utilizzato online sul sito internet e nella stampa tipografica. IKEA ha quindi reso più immediata la gestione della propria immagine coordinata.

Insomma, come dicono a Brand New: il Verdana non è il Futura, ma per ora sembra che sia il futuro.

Ecco un brano dell’articolo originale:

«Like most of us here, I have been following the IKEA debacle over the switch from its proprietary Futura to the egalitarian Verdana as the corporate type family used from catalogs to store signage across the world. First spotted at Typophile, then dissected at idsgn, the news finally made it to Time magazine and an online petition to revert has garnered over 3,000 signatures. The main complaint, that serves as objective leverage, is that Verdana was designed — by Matthew Carter for Microsoft — to be used on screen and at small sizes, something it exceeded at, but the underlying current in the uproar is that designers and type designers seem to subjectively hate Verdana, perhaps not for its design but for what it stands for: The homogeneity of typography in the hands of the masses. Sure, Verdana looks weird and out of place in a catalog and on store signs but I really don’t believe it is that far-fetched and in some cases it even manages to look oddly avant-garde. Verdana is not Futura, but for the time being it does look like it’s the future».

Tratto da http://www.underconsideration.com/brandnew/

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Chi sono

Alfio Tondelli

Grafica, pubblicità, editoria, web, social, video

Ho fatto giornali, libri, manifesti, siti internet, marchi, ma – soprattutto – io e Valeria abbiamo fatto Alice e Enrico.

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