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Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini. Regimi di compensazione nell’ambito di attività di pesca sostenibile

Non è soltanto la plastica ed essere un pericolo per l’ambiente, ma l’impatto antropico ha ormai da anni modificato gli ambienti naturali.

Per questo motivo la Regione Toscana, attraverso i fondi FEAMP, fondi stanziati a favore del settore pesca, ha emanato un bando finalizzato alla protezione ed al ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini ed al miglioramento della gestione degli stock ittici.

La Cooperativa San Leopoldo, in collaborazione con il CIBM Centro Interuniversitario di Biologia Marina ed Ecologia Applicata “G. Bacci” di Livorno e con il C.I.R.S.PE., Centro Italiano Ricerche e Studi per la Pesca ha presentato un progetto finalizzato alla valutazione degli effetti sull’attività di pesca di aree e siti oggetto di regolamentazione in Toscana e all’elaborazione di proposte per piani di gestione, denominato “Valutazione degli effetti sulla pesca di aree e siti soggetti a regolamentazione della pesca in Toscana: proposte gestionali, elaborate dalle marinerie toscane su base partecipativa, per garantire lo sfruttamento sostenibile delle risorse e la redditività dell’attività di pesca”.

Il progetto, che ha preso avvio ad aprile 2019 nelle sue fasi di revisione delle informazioni già presenti, predispozione e somminsitrazione di questionari presso le marinerie toscane, ha una durata di 10 mesi ed interessa l’intero areale marino toscano con particolare riguardo a quelle zone di pesca in cui vi sono ambiti di tutela ambientale e/o relitti ed afferrature, aree di riproduzione delle specie acquatiche e che possono avvalersi di servizi comunali di raccolta e smaltimento dei rifiuti marini.

I dati e le informazioni scaturite dall’analisi critica dei dati raccolti nel tempo e attraverso l’acquisizione di nuove informazioni, consentiranno di fornire un quadro completo ed aggiornato sulla situazione della pesca nelle aree soggette a regolamentazione e di poter formulare delle proposte gestionali, elaborate su base partecipativa, utili a garantire lo sfruttamento sostenibile delle risorse ittiche e la redditività dell’attività di pesca.

In Toscana sono infatti numerose le aree individuate per la protezione di habitat o specie marine, o per la protezione di specie ittiche dalla pesca, basti pensare alle aree marine del Parco dell’Arcipelago Toscano (che interessano tratti di mare delle isole di Gorgona, Capraia, Elba, Pianosa, Montecristo, Giannutri), l’Area Marina Protetta delle Secche della Meloria, l’area del Santuario dei Cetacei, oppure la Zona di Tutela Biologica “Argentario”, o i siti NATURA 2000, i Siti di Importanza Comunitaria (SIC) o le Zone di Protezione Speciale (ZPS), istituite o in via di istituzione.

In tutte queste aree la pesca è regolamentata, con differenti misure da zona a zona.

È imprescindibile quindi mettere in atto un sistema gestionale che tenga in considerazione le esigenze e le peculiarità della pesca con quelle di tutela ambientale, tenendo in considerazione gli aspetti relativi alla distribuzione, qualitativa e quantitativa dello sforzo di pesca, allo stato alle risorse e alle principali problematiche socio-economiche del settore.

È pertanto fondamentale che i pescatori siano pienamente coinvolti in questo processo, sfruttando le loro conoscenze per elaborare proposte operative concrete, in grado di coniugare nel migliore dei modi la sostenibilità e redditività dell’attività di pesca con quella delle risorse ittiche e degli ecosistemi.


Fonte: F.A.R. Maremma

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