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È uscita la notizia del licenziamento, ieri, di quattro dipendenti di Google. La versione ufficiale riportata dall’azienda è che i quattro avrebbero violato le regole sulla sicurezza dei dati e il New York Times riporta il virgolettato del colosso di Mountain View: “for clear and repeated violations of our data security policies”. Le violazioni sarebbero state appurate da tempo, con avvertimenti precedenti al licenziamento, e ci sarebbe stata una diffusione esterna dei dati di alcuni dipendenti (i quattro avrebbero effettuato “ricerche sistematiche” nei materiali dei loro colleghi).

Il primo a segnalare la vicenda è stato il sito Bloomberg.com, che cita l’email proveniente direttamente da Alphabet Inc, la “casa madre” del motore di ricerca, il cui oggetto esplicita chiaramente cosa avrebbe portato ai licenziamenti: “Securing our data”, proteggere i nostri dati.

Ma la necessità di garantire la sicurezza dei dati non sarebbe la motivazione principale, almeno secondo alcuni sostenitori dei lavoratori licenziati, che hanno sottolineato gli sforzi fatti dai quattro per sindacalizzare il personale dell’azienda.

Il New York Times riporta come ci sia stato, nell’ultimo periodo, un aumento delle tensioni tra lavoratori e azienda, che avrebbe addirittura avviato una collaborazione con una società di consulenza per cercare di reprimere la sindacalizzazione del personale. È di venerdì scorso l’ultima protesta prima dei quattro licenziamenti, quando un gruppo di lavoratori denunciava una sorta di “Brute Force Intimidation”, davanti all’ufficio Google di San Francisco.

Anche bbc.com e nytimes.com avanzano lo stesso sospetto e riportano l’attività di un gruppo di dipendenti che, negli ultimi due anni, avrebbero protestato per questioni legate alla collaborazione della compagnia con le forze armate, alle censure nei risultati delle ricerche che Google avrebbe avallato in Cina (anche se in seguito l’azienda avrebbe fatto marcia indietro), e alle accuse di molestie sessuali denunciate nei confronti di alcuni dirigenti (un problema già noto, con casi eclatanti, riportati in passato anche in Italia dal Corriere della Sera).

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