Il vicepresidente della Commissione Ue: «Nell’affrontare i rischi, dovremmo distinguere tra attività di finanzia tecnologica su piccola scala e iniziative globali»
Il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis, illustrando gli argomenti trattati dai ministri dell’Ecofin a inizio novembre, ha annunciato che è stata discussa anche la questione criptovalute «in vista delle conclusioni del Consiglio europeo», attese per dicembre sull’argomento.
«È opinione diffusa che per competere a livello globale, l’Europa dovrebbe essere più stringente sull’innovazione tecnologica, anche nel settore finanziario». La tecnologia offre opportunità di pagamenti economici e veloci, ma – ha continuato Dombrovskis – «allo stesso tempo, dovremmo anche considerare i rischi. Nell’affrontare i rischi, dovremmo distinguere tra attività di finanzia tecnologica su piccola scala e iniziative globali».
«Libra, ad esempio, è un campanello d’allarme per le istituzioni europee e per il mercato. Indica che sì, chiaramente, c’è un gap nell’offerta di pagamenti veloci ed economici. Questo è ciò su cui dovremmo lavorare».
Affinché l’Ue abbia un ruolo guida serve un approccio comune degli Stati membri in merito alle “crytpo-assets”, garantendo la certezza legale. «Non uccidere, ma sostenere l’innovazione e affrontare i rischi in modo proporzionato» – ha concluso il vicepresidente della Commissione Ue.

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