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Uscito su Dimensione Agricoltura – Settembre 2018

L’Agenzia delle entrate è tornata a pronunciarsi sulla corretta attribuzione dell’aliquota Iva per le cessioni di tartufo.

Per i tartufi freschi, refrigerati o immersi in acqua salata, solforata o addizionata di altre sostanze finalizzate ad assicurarne la temporanea conservazione, ma non preparati per il consumo immediato, l’Iva da applicare è al 10%. All’Agenzia è stato chiesto quale aliquota applicare per la vendita di: a) tartufi congelati e surgelati (interi, in pezzi o triturati); b) conservati mediante tecniche di stabilizzazione termica a cui sono sottoposti appositi contenitori in vetro o in metallo, immersi in acqua salata o in olio.

Sentite le Dogane, l’Agenzia ha affermato che a differenza del prodotto fresco, per quanto riguarda i prodotti surgelati/congelati l’aliquota Iva da applicare è sempre quella al 22%, mentre per i tartufi conservati secondo le modalità richiamate al punto b) l’aliquota da applicare è il 10%. (Alfio Tondelli)

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