Il commento più sarcastico (e divertente) che ho letto arriva dal canale ufficiale YouTube di Adobe Creative Cloud, dove un utente scrive: “the biggest update is change from 2019 to 2020 in the app names haha”.
E in effetti anche io ho provato a cercare (chiedendo anche in giro nei gruppi di professionisti e appassionati) quali fossero le modifiche più significative della nuova Creative Cloud 2020. Sinceramente non ne ho trovate, o almeno non ne ho trovate per quello che serve a me.
Molti in giro sui blog non fanno altro che copincollare le liste redatte dalla casa produttrice, ma sinceramente lavorando su Illustrator, Photoshop e InDesign quotidianamente, prima e dopo l’aggiornamento, non ho notato particolari novità.
La cosa però è stata presentata alla grande, in perfetto stile Adobe, e sinceramente risulta tutto molto piacevole come sempre.
Le applicazioni si sono aggiornate tutte o quasi e hanno cambiato il nome sull’icona, che ora sfoggia un fiammante “2020”, in anticipo con l’anno solare.
Va detto che il pacchetto Adobe era ricchissimo e strepitosamente performante già prima e quindi è difficile mettere in atto rivoluzioni anno dopo anno.
Come per tante altre “grandi firme” sembra che si viva un po’ il complesso della “confezione nuova”, come per “FIFA”, dove si crea aspettativa già mesi prima dell’uscita e per molti utenti poi la novità è limitata ai soli calciatori che fanno da testimonial e a qualche menu rivisto e corretto.
Certamente l’età non mi aiuta ad apprezzare le cose più “giovani”, ma se avete voglia di approfondire c’è sempre il blog Adobe che vi racconta tutto, da Illustrator per iPad ai focus sulle versioni 2020 delle singole applicazioni: https://theblog.adobe.com/
Nella foto in alto: Shantanu Narayen, Adobe CEO, talks about Creativity for All at Adobe MAX in Los Angeles, Calif. on Monday, Nov. 4, 2019. Fonte: Adobe


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